Onde d’urto

Le onde d’urto sono onde acustiche, non elettromagnetiche, di natura meccanica, introdotte in medicina agli inizi degli anni ‘90 per la dissoluzione dei calcoli renali (litotripsia), successivamente utilizzate con successo anche  per il trattamento di patologie muscolo-scheletriche (in particolare tendiniticroniche e disturbi della rigenerazione ossea, anche in alternativa ad interventi chirurgici). Le onde d’urto radiali, ad alta energia acustica, sono trasmesse attraverso la superficie della pelle e diffuse “radialmente” alle zone corporee interessate, dove esplicano aumento di attività metabolica accelerando il processo di guarigione. L’efficacia è correlabile a due principali effetti: il primo, diretto, legato all’impulso sul tessuto-bersaglio, il secondo, indiretto, legato alla “cavitazione” generata dalla depressione provocata dall’impulso. L’effetto sinergico di questi due effetti consiste in un aumento della vascolarizzazione nella zona interessata, per stimolazione sulle fibre simpatiche che si traduce in rimozione di fattori pro-infiammatori e rilascio di sostanze stimolanti la formazione di nuovi vasi. Analogamente, a livello del trattamentodi fratture recenti, si verifica nel tessuto osseo aumento della vascolarizzazione e conseguente stimolazione  della formazione di nuovo tessuto. La terapia con onde d’urto trova applicazione in tendinopatie (epitrocleiti, epicondiliti, periartriti scapolo-omerali, borsiti, tendiniti in regione tibio-tarsica, sperone calcaneare e fasciti plantari).  Efficace anche l’impiego in pubalgie e stiramenti muscolari. Sono necessarie tre-cinque sedute: dopo il trattamento, per 4-5 ore, si può apprezzare una sensibile diminuzione del dolore, probabilmente per liberazione locale di endorfine, in seguito, tra la sesta e la quarantottesima ora, la sintomatologia può riprendere anche esacerbata, per diminuire, dalla terza giornata, progressivamente.

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