Fibromialgia

La Fibromialgia è una patologia  multifattoriale caratterizzata da aumento della tensione muscolare, con dolore diffuso a muscoli, tendini e legamenti (tessuti fibrosi), quasi sempre associata ad astenia, disturbi del sonno, ipersensibilità agli stimoli e calo dei livelli di serotonina, con conseguenti stati di ansia associata a depressione (patologia, quest’ultima, per lungo tempo considerata causa anziché effetto della patologia). Ne soffre una percentuale significativa, dal 2 al 5% o, secondo recenti statistiche, fino al 10% della popolazione generale, al 90 % di sesso femminile. Non esistono test ematologici o radiologici specifici, per cui la diagnosi, escluse possibili diverse patologie (diagnosi differenziale), resta esclusivamente clinica, attraverso digitopressione di punti specifici (“tender points”). Spesso la diagnosi è tardiva e dopo molti controlli medici, in quanto polisintomatologica. Non secondarie le problematiche di natura psicologica che portano la paziente ad un isolamento nella vita lavorativa ed affettiva, in quanto spesso valutata “ipocondriaca”, portata ad esagerare il proprio problema e i propri sintomi. Le sedi del dolore maggiormente coinvolte sono: colonna vertebrale, spalle, cingolo pelvico, braccia, polsi, cosce. L’insorgenza è di norma in  età adulta, più raramente in età pediatrica e durante l’adolescenza e viene attualmente indicata al secondo o terzo posto tra le patologie reumatiche, con una prevalenza compresa tra il 12% e il 20%.  I trattamenti per la fibromialgia sono di varia natura e tuttora in fase di valutazione: da un punto di vista farmacologico non esiste una terapia universalmente accettata e  scientificamente provata e sempre più interessante appare l’approccio enzimatico con preparati biodinamici.

Vuoi più informazioni?
Contattaci